“Abbiamo fatto il decreto della classificazione degli ippodromi, un bel passo avanti perché si aspettava da diversi anni; abbiamo nominato anche una commissione per verificare la qualità degli impianti, che lavorerà tutto il 2025, fornendo un ulteriore elemento di valutazione, sullo stato delle piste, delle tribune, i servizi al pubblico e per gli operatori; a questo si somma un altro decreto che ho firmato, riguardante le linee di indirizzo, i parametri con cui daremo le sovvenzioni agli ippodromi.”
A parlare è il sottosegretario al ministero dell'Agricoltura, Patrizio La Pietra, che svela a GiocoNews.it le linee guida del decreto recante i criteri per l'assegnazione di sovvenzioni e di contributi in conto capitale alle società di corse riconosciute per l'organizzazione di corse ippiche per il 2025, pubblicato oggi, 31 marzo, e fa il punto sulla riforma dell'ippica.
SOVVENZIONI E INVESTIMENTI - “Ci sono degli elementi di estrema novità”, puntualizza La Pietra. “Continuiamo a parlare di sovvenzione. Allora, tecnicamente c'è una parte che è sovvenzione e una parte che è investimenti. La parte degli investimenti nasce da una volontà espressa dal Governo nell'ultima legge di Bilancio in cui, come voi avete visto, abbiamo inserito una risorsa pari a 7 milioni di euro che corrisponde più o meno a un 15 percento della sovvenzione totale, questi 7 milioni di euro saranno interamente dedicati agli investimenti. Nella vecchia riforma - ormai la chiamo 'vecchia riforma' perché viene abolita con questo decreto - c'era una voce che corrispondeva a circa il 4 percento delle sovvenzioni che venivano date alle società di corse e dovevano essere impiegate per investimenti negli ippodromi. Dovevano essere, ma in realtà si evince che questo 4 percento non sempre è stato investito e non lo è stato come doveva.
Ma anche ora c'è un vincolo: il Masaf eroga fondi per fare investimenti fino a un 80 percento del valore degli investimenti, il 20 percento lo devono mettere le società. Questi soldi non devono essere presi e spesi tanto per spenderli, ma devono far parte di un progetto industriale, chiamiamolo così, comunque di un progetto di gestione da parte della società di corse, che sono chiamate a investire anche loro. Gli investimenti dipendono ovviamente dalla struttura. Sicuramente noi faremo in modo che si dia una valenza più importante a interventi strutturali intensi come il rinnovamento delle tribune piuttosto che dei bar, dei ristoranti, ma anche interventi per l'ammodernamento tecnologico. Quindi impianti e attrezzature che possano migliorare anche il coinvolgimento di nuovo pubblico. Possiamo pensare al sistema di tracking per il monitoraggio della posizione dei cavalli e le prestazioni dei cavalli intese come parametri fisiologici durante le corse. Possiamo pensare a investimenti per migliorare la qualità delle immagini e per rendere l'esperienza in ippodromo più coinvolgente per il pubblico. I fondi verranno distribuiti seguendo la classificazione dell'ippodromo, in modo da assegnarli in base alla potenzialità del singolo impianto.Una classificazione che, come noto, è 'dinamica', non resta la stessa vita natural durante. No, se uno investe in determinati parametri, dove è più debole, ad esempio, sicuramente ha la possibilità di salire nella classifica. Con questo sistema, quindi, la società di corse è stimolata a investire a comportarsi da 'industriale'."
UN COSTO STANDARD PER LE GIORNATE DI CORSE - Il sottosegretario quindi precisa: "Il parametro degli investimenti è uno di quelli che va a definire come abbiamo strutturato questo decreto. L'altro parametro fondamentale è relativo al costo delle giornate di corsa. Cioè, noi per la prima volta abbiamo inserito un costo standard delle giornate di corse, sia per il galoppo che per il trotto. Che cambia a seconda che sia feriale, festiva, diurna, notturna, ordinaria, oppure ospiti Gran premi. È stato un lavoro, anche questo, molto impegnativo. Abbiamo coinvolto anche in questo le società di corse, abbiamo accolto dei suggerimenti da parte loro e abbiamo creato questo nuovo parametro che è fondamentale, che peraltro ci permette di spostare anche le giornate di corsa da un ippodromo ad un altro quando sono in esercizio. Noi ogni giornata che fai ti paghiamo, ma te la togliamo anche se la fai in meno. Poi c'è un elemento di novità importante: le rimanenze delle sovvenzioni di fatto poi verranno date come premialità, perché noi vogliamo investire su quegli ippodromi più funzionali al sistema ippico nazionale".
QUATTRO FASCE DI IPPODROMI E IL RUOLO DI CAPANNELLE - “Come facciamo a definirlo? Nel decreto abbiamo definito quattro fasce di ippodromi: ippodromi strategici, nazionali, regionali e promozionali. Nel decreto c'è un numero stabilito di quanti devono essere gli ippodromi strategici più o meno, secondo l'importanza, la posizione occupata nella classificazione. L'idea è di averne tre diversi per il trotto e tre diversi per il galoppo. In totale a livello nazionale devono essere sei e quindi daremo una premialità, una certa quota di premialità a questi ippodromi che sono strategici e nazionali. In questo contesto però abbiamo deciso di dare anche una classificazione speciale a Roma-Capannelle perché per quanto ci riguarda Roma-Capannelle deve essere l'ippodromo della Capitale, l'ippodromo della capitale d'Italia e quindi deve avere una valenza a se stante. 'Istituzionale' l'abbiamo chiamato, però attenzione, sarà istituzionale solo se rispetta i parametri, cioè se è in alto in classifica. Crediamo che Roma debba avere un ippodromo di riferimento, e dal punto di vista storico sicuramente lo è, ma pensiamo più che altro al futuro. Oggi Capannelle non ha una società di gestione, ha un 'custode', ma abbiamo creato un meccanismo per cui noi crediamo che nel futuro ci possono essere le condizioni affinché Roma-Capannelle possa diventare un ippodromo di carattere istituzionale”, puntualizza La Pietra.
CLASSIFICAZIONE E RENDICONTAZIONE - “L'altro parametro secondo cui verranno assegnate le sovvenzioni è la classificazione: in base ad essa è prevista la distribuzione di una percentuale delle risorse totali, esclusi gli ippodromi promozionali. Al momento vale la classificazione pubblicata a dicembre 2024, ma chiaramente cambierà ogni anno. Il meccanismo che abbiamo delineato tende sempre a incentivare le società a investire, a migliorarsi, poi una può rimanere anche così com'è, poi chiaramente se viene superata avrà meno risorse, meno premialità. L'altro elemento di novità che vorrei però sottolineare importante è il fatto che per avere il saldo delle sovvenzioni bisogna inviare la rendicontazione, dimostrare che i soldi pubblici ricevuti per un servizio sono stati spesi per fare quel servizio. Nel caso dei Gran premi inoltre andiamo a definire una quota di sovvenzione legata alla promozione e alla comunicazione", dice ancora l'esponente del Masaf.
A fornire ulteriori chiarimenti sul decreto interviene Remo Chiodi, direttore generale della Direzione per l'ippica: "Sui contratti c'è una novità. Nel decreto abbiamo scritto che la classificazione viene aggiornata ogni anno entro il 31 ottobre. Questo significa che nell'elaborazione delle sovvenzioni del 2026, del calendario del 2026, si potrà già tenere conto della classificazione.
Ma c'è di più. Proprio per superare quelle difficoltà legate al periodo di inizio anno, in cui di fatto c'è una vacatio legis, in cui le società di corse non hanno un accordo sostitutivo già firmato, ci sarà la possibilità di stimolare anche accordi pluriennali. C'è una clausola di salvaguardia che permetterà all'amministrazione di rimodulare l'importo in funzione della classificazione e delle risorse messe a disposizione alla legge di Bilancio".
E ciò, rimarca ancora La Pietra, "spinge anche a far sì che le amministrazioni e le società di corse tendano ad avere dei rapporti pluriennali, più lunghi possibili. Perché è chiaro che un rapporto di un anno solo non è incentivato né a investire né a fare chissà cosa. Invece noi vogliamo incentivarli proprio in questa direzione".
OBIETTIVO RIFORMA - Il sottosegretario quindi coglie l'occasione per sottolineare che
“l'obiettivo principale è quello del rilancio del settore, non come mero slogan ma mettendo a sistema tutta una serie di cose: abbiamo iniziato con l'organizzazione degli uffici interni del Ministero, abbiamo fatto dei passaggi importanti come la stabilizzazione a livello strutturale dei pagamenti, oggi siamo arrivati a fare pagamenti strutturati a 120 giorni sia con Iva che senza Iva, cioè sia con fattura che senza, e il nostro obiettivo è arrivare alla fine dell'anno e poterlo portare a 90 giorni. Dopodiché abbiamo messo mano a un riordino per strutturare i calendari anche sulla base della classificazione, per la prima volta abbiamo fatto una classificazione degli ippodromi e oggi cambiamo il metodo di sovvenzione. Tutto questo perché ci possa essere meno assistenzialismo e più dinamismo e più imprenditorialità all'interno del mondo dell'ippica, perché questo crea la possibilità di una competizione sana, e quando c'è competizione il livello si alza. Inoltre, abbiamo abbassato l'Iva sui puledri per incentivare l'allevamento. Ora stiamo impostando il collegato alla Finanziaria per la riforma del sistema, il che significa ricreare un'agenzia esterna per l'ippica e una riforma delle scommesse. Negli ultimi 15 anni forse l'ippica non ha avuto l'attenzione che meritava, noi come Governo gliela stiamo dando e abbiamo impostato un percorso. Noi abbiamo l'obiettivo di rilanciare il settore, ma dobbiamo farlo strutturandolo e con la pubblicazione di questo decreto compiamo un ulteriore passo in avanti”.
In allegato, ecco il testo integrale del decreto sulle sovvenzioni per gli ippodromi.
Gli allegati sono disponibili a questo link.