“Un sito facilmente raggiungibile pur essendo illegalmente attivo in Italia promuove attivamente i suoi prodotti nel Paese contravvenendo al decreto Dignità e raccoglie gioco dai clienti italiani utilizzando affiliati e agenti non autorizzati. Chiediamo al Ministero delle Economie e delle Finanze se sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative intenda adottare nell’interesse dei giocatori, dei concessionari dello Stato e dell’erario”. Mauro Del Barba, deputato in forze ad Italia Viva, ha presentato un’interrogazione in Parlamento indirizzata al Mef. La poker room in oggetto, l’avrete capitò, è GGPoker, di proprietà di Nsus Group, e attualmente tra le prime al mondo per traffico di gioco. Dopo la pandemia la room asiatica ha vissuto un’esplosione pazzesca ed è cresciuta fino ad arrivare a comprare il brand più importante nel poker (di sicuro dal vivo), le Wsop, i campionati del mondo di Las Vegas e d’Europa al King’s Resort di Rozvadov.
Del Barba ha analizzato la situazione partendo dal ruolo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, “nel garantire la legalità negli ambiti di competenza ed in particolare nel settore dei giochi pubblici, per migliorare l’offerta e creare un ambiente di gioco sicuro e responsabile, combattendo il gioco illegale; al 5 febbraio 2025, oltre 10.000 siti di gioco illegale erano stati oscurati, evidenziando la necessità di affrontare un fenomeno in crescita, soprattutto nel gioco online, a causa della facilità nell’attivazione dei siti e dell’inefficacia delle sanzioni, poiché molti di essi risiedono all’estero, complicando la collaborazione giudiziaria”.
Da qui il deputato di Iv ha ricordato quando, nel febbraio 2024, nell’ambito della discussione parlamentare sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi, a partire da quelli a distanza (Atto del governo n. 116), “si è registrato il coinvolgimento di GGPoker, un operatore internazionale che opera nel settore del poker online, non titolare di alcuna licenza ufficiale per operare in Italia; nonostante la condizione di assenza di titolo concessorio, l’operatore, nell’ambito di una audizione parlamentare, ha avuto modo di rappresentare le proprie istanze in merito alla possibilità di implementare la cosiddetta “liquidità condivisa internazionale” nel settore del poker. Tale misura, ritenuta però non idonea dal direttore generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli Roberto Alesse, anche per motivi di potenziale rischio di riciclaggio, consentirebbe, se attuata, ai giocatori italiani di partecipare a partite contro giocatori residenti all’estero”.
Andrebbe ricordato, per completezza, che fu l’Italia a proporre la liquidità regionale condivisa con Francia, Spagna e Portogallo, per poi non aderire mai lasciando gli altri Stati a offrire gioco senza avvertire chissà quali problematiche a livello di riciclaggio. Detto questo GGPoker aveva proposto la liquidità internazionale: tramite licenza italiana, in pratica, la room di Nsus Group, avrebbe potuto raccogliere gioco in ambiente dot com. Così come tutte le altre room che hanno un bacino di gioco di quel tipo.
Ma Del Barba arriva alla reale richiesta effettuata al Mef anche perché sui social la libertà di cui godono alcune promozioni è sotto gli occhi di tutti: “A quanto consta all’interrogante attualmente, il sito di GGPoker, pur essendo illegalmente attivo in Italia, risulta essere facilmente accessibile, anche tramite una modalità di registrazione agevole. La società, inoltre, promuove attivamente i suoi prodotti nel Paese, contravvenendo all’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 (cosiddetto “decreto Dignità”) convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96, del 2018, per contattare e poi gestire clienti italiani utilizza affiliati e “agenti” non autorizzati. Per diffondere e far conoscere le sue attività impiega in particolare le principali piattaforme social –: se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative di competenza intenda adottare, nell’interesse dei giocatori, dei concessionari dello Stato e dell’erario per contrastare la diffusione dell’offerta di gioco illecito e, in particolare, l’operatività in assenza di concessione di GGPoker in Italia, in esecuzione di quanto disposto dall’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 in materia di contrasto all’offerta di gioco a distanza in difetto di concessione, nonché l’impiego illegale di strumenti di promozione e comunicazione tramite i principali social”.