Con una lunga nota, il consigliere comunale di Campione d'Italia Simone Verda esercita il suo diritto di replica “al duplice scopo di tutelare la sua immagine e di fare chiarezza sul suo caso”, ossia il suo operato negli anni in cui era alla guida dell'Azienda turistica dell'enclave.
“In buona sostanza e in sintesi – scrive Verda, oggi capogruppo di Campione 2.0 ma all'epoca, appunto, presidente dell'Azienda - le notizie pubblicate accreditano la tesi che Simone Verda, nella sua risalente e cessata veste di presidente dell’Azienda Turistica di Campione d’Italia (Atc) avrebbe organizzato nell’anno 2017 una cena di gala (al Casinò Ndr) in occasione della Festa della Donna di evidente carattere promozionale. Il costo residuo di questa iniziativa, cioè l’importo al netto delle partecipazioni vendute, sarebbe stato coperto irregolarmente con i fondi della predetta Atc. L’accento, però, è posto dalla stampa sulle modalità di utilizzo dei fondi di bilancio dell’azienda, essendo evidente ed incontestato che la spesa rientrava fra le finalità istituzionali della Atc.
In particolare gli articoli di stampa “riferendosi a fonti sin qui non note al dottor Simone Verda, affermano che, in quel periodo, l’amministrazione comunale di Campione d’Italia (della quale l’Atc era un diretto braccio operativo, in quanto azienda speciale) aveva comunicato di non poter effettuare regolarmente le dovute contribuzioni al bilancio dell’Atc, invitando quest’ultima a tenerne conto nella sua programmazione. Infatti, com’è noto, l’amministrazione comunale è poi caduta in dissesto con conseguente nomina di un Organismo Straordinario di Liquidazione (Osl)”.
In seguito “è effettivamente intervenuto il mancato versamento dei contributi comunali di spettanza dell’Atc, ma questa circostanza ha concretato una precisa violazione di legge da parte del Comune di Campione d’Italia, dato che l’articolo 114, comma 6 del Testo Unico Enti Locali (n° 267/2000) stabilisce inequivocabilmente che il Comune provvede alla copertura degli eventuali costi sociali delle sue aziende speciali ed istituzioni.
Questa infrazione comunale è incontrovertibile: infatti è fattuale che negli atti di programmazione finanziaria dell’ente locale sono stati stanziati impegni di spesa a favore dell’Atc sia con riferimento agli anni 2015-2016 (solo parzialmente pagati) sia per l’intero contributo stanziato nel bilancio previsionale del Comune per l’anno 2017, il tutto per complessivi Chf 650.000. Però, poi, questi importi non sono stati mai erogati all’Atc in termini di cassa.
Essendo il contributo comunale la principale fonte economica di sostentamento dell’Atc è intuitiva la difficoltà finanziaria così provocata dall’amministrazione comunale, che ha costretto l’azienda, a fronte di una iniziativa promozionale sfortunata in termini di riscontro da parte del pubblico, a ricorrere a degli accantonamenti per far fronte ai creditori più impellenti, ivi compresi quelli relativi alla già citata cena di gala, e ciò in attesa del versamento da parte del Comune di Campione d’Italia dei fondi stanziati in favore dell’azienda che, come vedremo, non verranno mai saldati.”
In questa sede di replica, pertanto, Verda “restituisce al mittente la (infondata) accusa d’aver egli provocato un danno economico all’Atc attraverso i suoi atti di gestione. È vero invece l’esatto contrario, ossia che gli amministratori comunali succedutisi dal 2016 ad oggi hanno provocato la crisi finanziaria dell’Atc per aver essi omesso di erogare dei finanziamenti dovuti per legge e regolarmente deliberati dagli organi comunali. Infatti, come meglio si dettaglierà in seguito, nello stato passivo comunale redatto dall'Osl, l’Atc è registrata come creditrice del Comune”.
Questa “grave contestazione coinvolge anche l’amministrazione comunale in carica. Infatti il Comune ha sistematicamente sempre omesso di approvare i bilanci dell’Atc e solo assai recentemente, ossia con delibera di Consiglio Comunale n° 22 del 2024, ne ha deliberato il diniego di approvazione per gli esercizi 2016-2018. Ma, in detta sede, ha anche sfruttato l’occasione per tentare di addebitare gli ammanchi a Simone Verda, creando così artatamente le premesse di un contenzioso giudiziario che comporterebbe la sua possibile decadenza dalla carica elettiva.”
Dopo aver così chiarito le questioni tecniche e finanziarie della vicenda, Verda fa chiarezza anche sull'esposto presentato alla Procura regionale della Corte dei Conti, che sarebbe stato azionate contro di lui in esecuzione della delibera consiliare n° 22 del 2024.
Oltre ad assicurare che “nessuna denuncia è mai stata presentata in sede penale”, cosa in verità mai scritta da Gioconews.it a differenza di alcuni organi di stampa ticinesi, Verda si sofferma su un “punto centrale trascurato da tutti”, ossia la “circostanza che il consiglio comunale di Campione d’Italia non ha mai chiesto né autorizzato la presentazione di alcuna denuncia, né in sede penale né in quella erariale. Si deve quindi ritenere che la comunicazione alla Procura regionale della Corte dei conti (cioè l’unica denuncia effettivamente presentata) sia stata voluta ed attuata altrimenti e vi sono forti segni concordanti nella direzione che queste azioni vadano fatte risalire ad una scelta autonoma del sindaco di Campione d’Italia e/o del segretario generale”.
Per averne puntuale dimostrazione “basta leggere attentamente gli atti”, secondo Verda. Infatti, “l’atto deliberativo vero e proprio n° 22/2024 non approva in alcuna sua parte delle iniziative di denuncia a carico di Simone Verda alla Procura della Corte dei Conti o alla Procura della Repubblica penale e tanto meno un’indicazione in tal senso è desumibile dalla relazione tecnica degli uffici allegata alla deliberazione stessa. Ma vi è un secondo allegato, recante la trascrizione della discussione dell’argomento da parte del consesso consiliare, ed è a quest’ultima che si è prestata la dovuta attenzione.
Solo dal verbale di discussione della seduta consiliare, che è stato allegato alla delibera stessa, si legge la personale proposta del sindaco di Campione d’Italia, Roberto Canesi, di presentare questi esposti e l’invito al consiglio comunale ad approvare la proposta stessa, con le parole: si propone, la proposta che sottopongo il consiglio, di non approvare alcun bilancio consuntivo 2016, 2017 e 2018 dell’azienda turistica, in attesa di verifiche e riscontri da parte degli organi competenti, con invio dunque degli atti alla spettabile Corte dei conti per l’accertamento di eventuale danno erariale e alla spettabile Procura della Repubblica di Como per la verifica dell’eventuale sussistenza di comportamenti e atti non legittimi costituenti possibili reati penali.
Se non che il dispositivo della delibera n° 22 del 2024 non ha assolutamente accolto la proposta del sindaco sopra riportata e ciò è testuale. Pertanto qualsivoglia esposto o denuncia in seguito presentati vanno attribuiti all’esclusiva scelta autonoma del sindaco di Campione d’Italia di non attenersi esattamente al deliberato del Consiglio Comunale. Quest’ultimo, infatti, se avesse condiviso la presentazione degli esposti, avrebbe votato la cosa chiaramente ed inequivocabilmente e questo voto risulterebbe nel dispositivo dell’atto”.
Tanto premesso ed evidenziato da parte di Verda, “anche in funzione di chiarimento circa la finalità di persecuzione politica dell’operato del sindaco – l’avvio di un’azione risarcitoria da parte del Comune determinerebbe, infatti, incompatibilità con la carica di consigliere comunale ai sensi dell’art. 63, n. 4 Tuel e, conseguentemente, la sua decadenza ex art. 68 sempre del Tuel - , va aggiunto che le notizie sinora pubblicate in merito alla vicenda non solo hanno trascurato di percepire e raccontare al pubblico tutto quanto sin qui illustrato, ma sono altresì inesatte e riportano dati oggetto di segretezza che non è dato comprendere come siano stati acquisiti, sul punto verrà fatta chiarezza nelle sedi opportune.
Innanzitutto quanto riportato negli articoli di stampa non è esatto in quanto l’Organismo straordinario di liquidazione del Comune di Campione d’Italia (Osl) non ha mai iscritto nella massa passiva del Comune di Campione d’Italia '350.000 franchi a copertura degli stipendi e contributi non pagati ai dipendenti dell’Azienda Turistica' ma ha proceduto ad iscrivere nella massa passiva, ex art. 254 Tuel, i crediti dell’Atc nei confronti del Comune di Campione d’Italia con riferimento ai contributi annui previsti in favore dell’ATC per la parte non versata dal Comune”.
Più precisamente, “sono stati ammessi alla liquidazione sia i contributi richiesti dall’Atc oggetto di impegno di spesa da parte del Comune di Campione d’Italia con riferimento anni 2015-2016 (solo parzialmente pagati) sia l’intero contributo stanziato nel bilancio previsionale del Comune per l’anno 2017, il tutto per complessivi Chf 650.000.
In taluni articoli, inoltre, si è dato atto della presunta apertura di un’istruttoria da parte della Procura della Corte dei Conti, indicando anche il nominativo del Procuratore che l’avrebbe disposta. Questo, però, è un dato che -ove pur corrispondesse alla realtà- sarebbe segreto ai sensi dell’articolo 57, comma 1 del Codice di Giustizia Contabile (...Le attività di indagine del pubblico ministero, anche se delegate agli organi di cui all'articolo 56, comma 1, sono riservate fino alla notificazione dell'invito a dedurre...). E non può farsi a meno di notare che, verosimilmente, la notizia dell’apertura di un’istruttoria contabile poteva esser a conoscenza solo di due soggetti: la Procura regionale della corte dei Conti e il Comune di Campione d’Italia, quest’ultimo solo nell’evenienza che fosse stato già richiesto di trasmettere documentazione all’organo inquirente”.
Quindi, si deve ritenere “verosimile ed effettiva la presentazione di un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti, ma al riguardo Simone Verda lamenta che sia stata diffusa una notizia coperta da segretezza assoluta, l’apertura dell’istruttoria, azione che, in ultima istanza, potrebbe aver concretato anche la violazione dell’articolo 326 del codice penale; è poi documentale che la presentazione dell’esposto alla Procura regionale della Corte dei conti sia avvenuta senza nessuna autorizzazione o determinazione del Consiglio Comunale di Campione d’Italia, ma attendibilmente per decisione autonoma del sindaco e/o del segretario Generale e vi sono precisi elementi concordanti che autorizzano a ritenere che questa azione sia stata distorta all’improprio scopo di danneggiare Simone Verda e farlo decadere dalla carica di consigliere comunale e, infatti: non vi è stata nessuna irregolarità gestionale commessa da Simone Verda, in quanto l’Osl ha riconosciuto contabilmente un preciso inadempimento comunale al suo obbligo di finanziamento dell’Atc. Il che comporta che la situazione è esattamente l’inverso di quanto emerge dalle notizie pubblicate: il passivo dell’Atc è stato determinato dal Comune e non dagli amministratori dell’azienda (e di questo vi è spunto anche in un apposito parere legale acquisito dall’amministrazione comunale). Correlativamente, nei pertinenti bilanci dell’Atc sono stati sempre correttamente riportati i crediti nei confronti del Comune di Campione d’Italia, tant’è che né il revisore unico dell’Atc né la Osl, organi astrattamente competenti, hanno mai sollevato alcuna obiezione e/o contestazione”.
Infine Simone Verda “non può far a meno di considerare che la sua onorabilità sarebbe stata ben più doverosamente tutelata se il Comune di Campione d’Italia e, in particolare il suo sindaco Roberto Canesi quale presidente della seduta consiliare del 1° ottobre 2024, si fossero attenuti alla legge e ai regolamenti, in base ai quali la trattazione dell’approvazione dei bilanci Atc avrebbe dovuto avvenire in seduta riservata e non pubblica.
Dispone infatti l’articolo 38, comma 7 del Tuel n° 267/2000 che le sedute del consiglio e delle commissioni sono pubbliche, salvi i casi previsti dal regolamento e prevede poi l’articolo 32 comma 1 del regolamento consiliare di Campione d’Italia che l'adunanza del consiglio si tiene in forma segreta quando vengono trattati argomenti che comportano apprezzamenti e valutazioni di persone. Aggiunge poi quest’ultima norma che, quando nella discussione di un argomento in seduta pubblica siano introdotte valutazioni sulla capacità, moralità, correttezza e comportamenti di persone, il presidente invita i consiglieri a chiuderla, senza ulteriori interventi per poter continuare in sede riservata.
Se, quindi, Simone Verda si trova oggi costretto a queste lunghe e dettagliate precisazioni, lo si deve principalmente alla scelta del sindaco Roberto Canesi di ammettere e permettere illegittimamente la trattazione dell’argomento in sede pubblica.
In considerazione di tutte circostanze sin qui esposte Simone Verda, certo dell’assoluta correttezza del suo operato, non può fare a meno di preannunciare che provvederà a tutelare la sua onorabilità in ogni più opportuna sede”, conclude.