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New slot: il futuro (remoto) è vicino, tra riordino e legge di bilancio

08 luglio 2024 - 12:23

Nelle trattative tra Stato ed Enti locali si scrive (in parte) il futuro degli apparecchi da intrattenimento. Ecco perché.

Scritto da Ac
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Il riordino del gioco è possibile. Anche per quello terrestre: apparecchi compresi. Anzi, a ben guardare i recenti movimenti politici e istituzionali – come abbiamo avuto modo di evidenziare su queste pagine – il riordino potrebbe anche essere vicino, tenendo conto dei recenti sviluppi che si possono scorgere dentro e fuori il tavolo della Conferenza Stato-Regioni. Ma se il tema del riordino e, quindi, del superamento dell'annosa Questione territoriale rigaurda l'intero comparto del gioco “fisico”, che spazia quindi dalle scommesse sportive al bingo, passando per tutte le altre offerte terrestri, a preoccuparsi maggioramente della materia sono soprattutto gli operatori della filiera degli apparecchi da intrattenimento, per i quali il futuro dipende strettamente dal riordino e dalla proposta di accordo con la quale si uscirà dal tavolo di trattativa tra Stato ed Enti locali. Non solo perchè, come noto, solo in seguito al riordino si potrà procedere con l'emanazione del bando di gara per la riassegnazione delle concessioni per la gestione delle reti di collegamento degli apparecchi: ma anche perchè da questi lavori potrà scaturire la vera entità del prossimo mercato, sia in termini di numeri che di regole, andando così a impattare fortemente sul prodotto di gioco e sulla sua distribuzione. 

Proviamo a capirci meglio. Sul tavolo della trattativa in corso tra Governo ed Enti locali, oggi, ci sono al centro dell'attenzione proprio gli apparecchi da intrattenimento, che rappresentano – secondo i territori – il principale “problema” per gli amministratori locali. Per questo, per ottenere una mediazione che possa portare a un accordo definitivo tra le parti, il governo centrale dovrà intervenire con una proposta mirata a “depotenziare” gli impatti del settore. Il punto di partenza, però, è il documento con il quale ci si era lasciati dal precedente tentativo di riordino, ovvero il documento siglato dalle parti nel 2017, sotto la guida dell'allora sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta (il quale oggi, ironia della sorte, si trova dall'altra parte della barricata, rappresentando gli enti locali in qualità di assessore del Comune di Napoli, pur mantenendo lo stesso punto di vista sulla materia, orientato alla sostenibilità), ripreso e rivitalizzato anche dalla recente Legge delega, ma comunque da modificare. E se in quel testo si parlava già di riduzione del parco macchine presenti sul territorio (uno dei pochi punti peraltro eseguiti di quell'accordo, come ricordiamo nel seguito), per i rappresentanti delle Regioni attualmente impegnati nei lavori di riordino si dovrà procedere con un ulteriore intervento in tal senso, andando così a sforbiciare ulteriormente il numero di apparecchi installabili sul territorio nazionale. Con il limite massimo che – stando a quanto apprende GiocoNews.it da fonti istituzionali – potrebbe scendere attorno alle 200mila unità. Ma questo in aggiunta al mantenimento di alcune limitazioni orarie volute dagli Enti locali (anche se rimodulate con maggior criterio) e di alcune distanze minime da specifici punti ritenuti “sensibili” (la cui definizione però è oggetto di trattativa, nella ricerca di un equilibrio sostenibile). Tutto questo, però, passa per un'altra medizione, che è quella sui proventi da “cedere” da parte del Ministero dell'Economia in favore delle Regioni e degli Enti locali.

La questione tecnica
L'altro punto di partenza sul tavolo delle trattative, però, è sulla natura degli apparecchi da intrattenimento. Legge alla mano, infatti, nel nuovo mercato che andrà a scaturire dalla prossima gara di riassegnazione delle concessioi e, quindi, che deriverà dalla trattativa sul Riordino, si dovrà passare a una nuova generazione di apparecchi di intrattenimento che sarà quella con collegamento “da remoto”. Una materia che si discute da ormai oltre dieci anni e che il Mef aveva addirittura messo nero su bianco, dal punto di vista tecnico, inviato una documentazione alla Commissione europea, ottenendone anche il via libera, salvo poi non poter procedere con l'applicazione. Ma ora il passaggio generazionale degli apparecchi è inevitabile, dal punto di vista normativo, ma anche necessario dal punto di vista tecnico, tenendo conto che l'attuale generazione di slot ha ormai più di 15 anni e risulta quindi inevitabilmente obsoleta dal punto di vista tecnologico.
La legge che impone il riordino del comparto impone in effetti anche le cosiddette “Awp da remoto” o “AwpR”. Stiamo parlando del D.L. 124/2019 – A.C. 2220 che all'Articolo 25 (“Termine per la sostituzione degli apparecchi da gioco”) proroga il termine a partire dal quale non è più possibile rilasciare nulla osta per gli apparecchi Amusement with prizes - AWP di “vecchia generazione”, fissandolo al nono mese successivo alla data di pubblicazione del decreto ministeriale recante le regole tecniche di produzione dei nuovi apparecchi, che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto (AwpR). Il termine ultimo per la dismissione degli apparecchi Awp è invece prorogato al dodicesimo mese successivo alla data di pubblicazione del medesimo decreto.
Già preliminarmente, la legge di stabilità 2016 (alll’articolo 1, comma 943, della legge n. 208 del 2015) aveva stabilito che, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, venisse disciplinato il processo di evoluzione tecnologica degli apparecchi. La medesima norma stabiliva inoltre che i nulla osta per gli Awp non potessero più essere rilasciati dopo il 31 dicembre 2017, identificando l'ulteriore termine del 31 dicembre 2019 per la dismissione delle slot esistenti. A partire dal 1º gennaio 2017, quindi, potevano essere rilasciati solo nulla osta per apparecchi di nuova generazione, che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto. “Tale modalità – dice la norma - presuppone l’utilizzo della connessione in rete come strumento di controllo che può, tra l’altro, inibire l’utilizzo delle macchine da gioco in particolari fasce orarie, prevedere l'attivazione di specifici alert contenenti avvertenze sui rischi connessi alla ludopatia, ridurre i rischi di manomissione dei contenuti di gioco e consentire una maggiore tracciabilità, grazie all’archiviazione digitale di ogni attività di manutenzione”.

Le slot da remoto
Ma non è tutto. La legge collegava la riduzione delle Awp anche all’introduzione graduale nel mercato degli apparecchi di nuova generazione AwpR, stabilendo che tra il 2017 e il 2019 si realizzasse una riduzione del numero dei nulla osta. Tale riduzione è stata accelerata con il successivo intervento, recato dall'articolo 6-bis del decreto legge n. 50 del 2017, che ha delegato le modalità di riduzione a un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro il 31 luglio 2017, fissando il numero massimo dei nulla osta rilasciabili. In attuazione di tale disposizione, è stato adottato il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 luglio 2017 (Gazzetta ufficiale n. 204 del 1 settembre 2017), che ha anticipato la riduzione nei tempi di conclusione e ne ha aumentato la portata pari al 34,9 per cento degli apparecchi, rispetto al 30 per cento previsto dalla legge di stabilità 2016. La delega relativa all'introduzione graduale nel mercato di nuovi modelli di apparecchi AwpR è tuttavia rimasta inattuata e, di conseguenza, l'articolo 1, comma 1098, della legge n. 148 del 2018 (legge di bilancio 2019) ha prorogato al 31 dicembre 2019 la data a partire dalla quale non sarebbe stato più possibile rilasciare nulla osta per gli apparecchi di “vecchia generazione” (Awp) e al 31 dicembre 2020 il termine ultimo per la dismissione dei medesimi apparecchi. Secondo quanto rappresentato nella relazione illustrativa del Governo, l'iter per l'adozione del un decreto ministeriale delegato dalla legge di stabilità 2016, contenente le regole tecniche di produzione degli AwpR, non si è ancora concluso. Di conseguenza, la legge delega ha prorogato ulterioremente il termine a partire dal quale non è più possibile rilasciare nulla osta per gli apparecchi Awp di “vecchia generazione”, fissandolo al nono mese successivo rispetto alla data di pubblicazione del decreto ministeriale contenete le regole tecniche di produzione dei nuovi apparecchi che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto (AwpR). Il termine ultimo per la dismissione degli apparecchi Awp è invece prorogato al dodicesimo mese successivo alla data di pubblicazione del medesimo decreto. E così via, di proroga in proroga. 

Ancora una proroga per le concessioni
A proposito di proroghe: se la scadenza delle attuali concessioni per la gestione delle reti di apparecchi è stato precedente rinviato al 31 dicembre del 2024, viene già data per scontata l'adozione di un'ulteriore proroga che andrà a rinnovare la scadenza di almeno altri 12 mesi. Ma forse anche di più, ma comunque all'interno dei due anni di validità della legge delega che impone il riordino del comparto. Per saperlo nei dettagli bisognerà attendere il prossimo autunno e i lavori di stesura della prossima Legge di Bilancio con la quale verrà disposta l'ennesima proroga.

Le nuove regole tecniche 
Nel frattempo però il regolatore, una volta stabiliti i criteri di diffusione e organizzazione del nuovo mercato delle slot, come scaturirà dall'accordo che potrà fuoriuscire dalla Conferenza Stato-Regioni, dovrà occuparsi di riscrivere le nuove regole tecniche per le future slot. E in questo caso la partita è ancora aperta. Secondo quanto apprendere GiocoNews.it da fonti istituzionali, infatti, la scelta del regolatore è quella di riscrivere ex novo le regole tecniche delle slot da remoto, e sul punto si attenderà un lavoro di analisi e sviluppo da parte del partner tecnologico Sogei. Anche se la scelta alla base del nuovo mercato risiede nell'atavica scelta di come interpretare la definizione di “collegamento da remoto”, cioè se mantenere una parte del gioco sulle macchine o se far risiedere l'intero meccaniscmo in rete, per una gestione interamente centralizzata, come avviene nelle Vlt. In questo senso, la scelta del regolatore dovrebbe propendere sulla prima interpretazione, per due ragioni: la prima è che in questo modo si potrebbe mantenere una più netta distinzione e separazione tra i due segmenti di gioco (Awp e Vlt), che il Legislatore nazionale ha sempre voluto tenere separati, trattandosi di offerta di gioco “light” - nel primo caso – riservata a una rete generalista, e di offerta più aggressiva, riservata al pubblico specializzato, e offerta nei soli ambienti dedicati. Mentre la seconda ragione è sempre legata alla distinzione tra i due segmenti ma da un punto di vista della produzione e distribuzione degli apparecchi, in quanto la sovrapposizione tra i due prodotti potrebbe anche tradursi nella scomparsa dell'attuale manifattura presente nella filiera produttiva del gioco pubblico italiano, in favore si alcune poche e grandi imprese multinazionali.
Per questo il cantiere delle riforme per il segmento degli apparecchi da intrattenimento è completamente aperto. Tenendo conto che al centro del futuro del settore c'è anche il tema della fiscalità, tutt'altro che banale, dove ci si aspetta anche qui un intervento da parte del legislatore nazionale, per una questione forse ancora più importante rispetto a tutte le altre, tenendo conto del trend negativo che caratterizza l'andamento della rete degli apparecchi all'indomani della pandemia e della conseguente sofferenza dell'intera rete distributiva. Per tutte queste ragioni arriva nel momento ideale – e non a caso – l'appuntamento promosso dall'associazione di categoria As.Tro che propone un momento di studio, analisi e riflessione proprio sul futuro degli apparecchi. Ancora tutto da (ri)scrivere.

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